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I RAPPORTI DELL'OMEOPATIA CON IL VATICANO

Una curiosa quanto stranamente illuminata nota è quella che voglio menzionare di seguito, a condanna di tutti quei moderni "inquisitori", anche e spesso in ambito religioso, frati o prelati varii - così come "pastori" o protestanti di ogni tipo - che pontificano mediante opinioni prive di qualsivoglia sostanza di merito ed esperienza accademico-professionale - ma ... anche tutti quei fideisti scientifici che negano ogni cosa ad oltranza -, che senza la minima cognizione di causa parlano, ... parlano, ... parlano, ... spostando l'aria con la messa in funzione dell'apparato fonatore e nulla più, solo per quegli obsoleti schemi che si ritrovano a subire grazie all'educazione familiare od alla massa influenzatrice dell'ambiente liceale od universitario (retaggi '70ini da cui anch'io provengo) impregnato più di politica e mentalità illusoriamente alternativa o disallineata che di senso critico propriamente detto. In tempi direi più comprensibilimente opportuni per qualsiasi critica eventuale a metodiche nuove, come l'Omeopatia, c'era molta più illuminazione negli ambiti più combattivi e critici della Chiesa, di quanto oggi tanti piccoli (così definiscono sé stessi con ciò che dicono e per come si atteggiano) divi-Inquisitorelli privi di ogni consistenza e cultura specifica facciano sospettare.

Frati, preti, medici, filosofi, teologi, giornalisti, ecc. amano parlare di ciò che non sanno nemmeno nella più bassa misura e diluizione culturale omeopatica possibile.

Vedano come le massime autorità ecclesiastiche di 2 secoli orsono, ancorché di fronte ad una novità assoluta, reagirono e si atteggiarono di fronte all'Omeopatia. Può essere per loro istruttivo in ogni senso e sintomatico di quanto tutto possa essere relativo e del tutto imprevedibile in senso lato.

Dr. Pietro Randazzo, Ph.D., Hom.M.D.

Doctor of Homoeopathic Medicine (USA) ::: Dipl. en Homeopatía (E)

Ph.D. de Doctorat en Traitements Homéopathiques (F)


Citazione da: QUADERNI DI OMEOPATIA Dr. Pierre Schmidt (QUADERNO n. 4). A cura di Mario Garlasco EDIUM - Editrice DImensione Umana Milano - 1980. Groupment Hahnemannien de Lyon Compte rendu des reunions animée par le Docteur Pierre Schmidt de Genéve.

 

"Ho trovato in un giornale omeopatico nel 1875 edito a Nimes, un articolo su Pio IX e l'Omeopatia.
Questo Giornale era pubblicato dai fratelli Peladan, che hanno dedicato la loro vita al problema della lateralità e della polarità.

" "La chiesa romana lascia piena libertà alla scienza, è scritto, finché questa rimane nel campo che le è proprio. Ciò è talmente vero che mai nessuna opinione medica fu oggetto della minima censura.

D'altra parte i papi non hanno mai mostrato l'odiosa intolleranza che l'aggruppamento degli scienziati sapienti ostinati nella routine hanno ostentato uno dopo l'altro contro i medicamenti eroici, le riforme farmaceutiche, le nuove scoperte, le proprietà dell'Antimonio e quelle della China, le preparazioni spagirighe, la circolazione del sangue e infine l'ìOmeopatia, la più importante delle novità mediche.

Mentre molte università e molti governi influenzati dagli studi ufficiali rifiutavano l'Omeopatia senza averne nemmeno studiato il nome e impedivano ai successori di Hahnemann di dispensare dei rimedi direttamente e liberamente - consizione indispensabile al successo in ogni località in cui non esiste una farmacia omeopatica specializzata, - la Corte di Roma procedeva con grande larghezza di vedute nei confronti del nuovo metodo di guarigione.
Tutti quelli che considerano l'Omeopatia come una verità in Medicina devono testimoniare a Pio IX tutta la gratitudine che la nostra scuola gli deve per i favori eccezionali che le ha concessi.

Fu nel 1827 che l'Omeopatia fu introdotta a Roma dal Dr. Kinzel, un austriaco, il metodo hahnemanniano ottenne in quella città un trionfo completo sugli avversari, cioè i partigiani della vecchia scuola allopatica.

Il loro decano il Dr. Luppiera riuscito a convincere il Papa che era necessario proibire agli omeopati la libera distribuzione dei rimedi e Wahle, nativo di Leipzig, Omeopata, i cui numerosi e brillanti successi hanno dato alla nuova medicina una immensa popolarità, fece invano valere i suoi privilegi di straniero e l'influenza di uno dei suoi protettori, il barone Liederkerke, ambasciatore olandese.
Ma, nel 1841, sebbene non possedesse nessun titolo accademico regolare, questo medico ottenne l'autorizzazione di praticare l'Omeopatia negli Stati Pontifici da Sua Santità essendo questi, dopo essersi fatto fare un resoconto del modo in cui gli Hahnemanniani preparano le loro medicine, stato sollecitato da qualche nobile famiglia romana.
Da allora Wahle vide crescere notevolmente la cerchia della sua clientela, e il convento dei Gesuiti l'adottò come medico, concedendogli onorarii doppi rispetto a quelli assegnati ai suoi predecessori allopati.
Egli, in seguito alle sue energiche proteste contro il divieto di distribuire rimedi e grazie alla protezione di prelati eninenti, riuscì a rendere nulle le severe oridinanze pubblicate in proposito dalla municipalità di Roma e Bologna.
Infine , nel 1842, Sua Santità, meglio istruito sul modo di preparazione dei rimedi omeopatici, revocò in favore dei medici omeopatici il divieto di ddistribuire medicine ai malati.
per di più, nel 1852, una bolla di Pio IX sanciva il diritto agli ecclesiastici di distribuire delle medicine omeopatiche in caso di urgenza o in assenza degli uomini dell'Arte.
Tale permesso era esteso alle regioni senza medici.
Il Dottore Charge di Marsiglia in seguito agli importanti servizi resi in un ospizio religioso durante l'epidemia di colera nel 1849, ha ricevuto dal Santo Padre un'onorificenza del tutto particolare: la croce di Cavaliere di San Gregorio il Grande.

Inoltre, il nostro Governo, che non ha potuto disconoscere la devozione di questo medico intrepido, gli ha assegnato la croce della Legione d'Onore e lo ha innalzato, in seguito, al grado di Commendatore dello stesso ordine.
Credo che il Dottor Charge sia il primo omeopata, per lo meno in Francia, che abbia ricevuto una decorazione pontificia" ".

 

Spero possa servire da riflessione sulla relatività assoluta di qualsiasi cosa ci passi sotto il naso, insegnandoci a metterci la museruola ogni volta che ci salta fuori l'istinto di giudicare all'ingrosso, a classi, a categorie, a schemi, a generi, ecc. .

 

Dr. Pietro Randazzo, Ph.D., Hom.M.D.

Doctor of Homoeopathic Medicine (USA) ::: Dipl. en Homeopatía (E)

Ph.D. de Doctorat en Traitements Homéopathiques (F)

 

 

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